DI CODE E DAMMUSI

A me Tarantola Muraiola non mi deve chiamare nessuno, va bene?
Meno che meno a Pantelleria, che sarà pure modaiola e piena di intellettuali ma io mi chiamo geco, GECO, e sono pure mediterraneo, il che fa di me esattamente ciò che sono: un mezzo sfigato che si da arie.
Si, lo so, alcuni mi temono, per i bitorzoli che ho sul corpo e perché sono un rettile. Ogni tanto faccio il figo, spesso con gli esseri umani perché sgrano i miei occhi senza palpebre, spalanco la bocca ed esco la lingua e quelli se la danno a gambe manco fossi un constrictor.
Ma sono un bravo rettile, uno di quelli che si “buscano il pane” (e “buscano” viene dallo spagnolo buscar, che come vedete sono pure poli-glotta affilata e appiccicosa).
Ogni santa notte mi metto lì con santa pazienza (e sono due, i “santa”, manco fossi un cristiano) e santifico (tre), no sanifico, i vostri dammusi dalle zanzare.
Ma voi avete idea di cosa significhi per me procacciarmi duecento tra zanzare e insetti a notte? Messo lì, fermo e zitto, sulle pareti delle vostre case, vicino a lampade surriscaldate, mentre c’è già’ un caldo feroce? E fortuna che ho il sangue freddo perché sono un rettile,  altrimenti avrei smesso di fare il mio sporco lavoro da tempo. Invece ostinato, con la pazienza di un santo (e sono tre o quattro volte che li evoco, manco esistesse San Geco) mi metto lì, buono buono, avanzo con prudenza e avvistata una zanzara o un ragno ( “oh che orrore” urlano gli aracnofobici), attendo il momento opportuno, quello giusto, per sferrare l’attacco e ZACCHETE, nel silenzio dei giusti, me la pappo.

Ora non voglio neanche passare per il benefattore dell’umanità. Il mio mestiere è campare e da sempre mi distingue una certa onestà intellettuale. Ma neanche è giusto che, dopo che mi avete stampato sulle magliette, sui parei, sulle coperte di lino e sugli asciugamani che vi portate al mare, prendete una maledetta scopa e mi cacciate dalla vostra alcova mozzandomi la coda, perché mica vi mangio.
Il coccodrillo e’ solo un mio lontano parente e soltanto uno, emigrato tempo addietro a Miami, ogni tant, ma ogni tanto, si degna di scrivermi da  Key Biscayne.

Foto di Giovanni Matta


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