Acqua e parsimonia

A Pantelleria l’acqua va usata con molta moderazione.
Oggi potremmo omettere di specificare il luogo e sostenere, con assertività, che l’acqua é un bene prezioso.
Benché l’isola sia dotata di dissalatori e ciascuna casa abbia la propria capiente cisterna, la prima raccomandazione che si fa a chi arriva sull’isola è quella di utilizzare l’acqua con molta parsimonia.
Essendo tutti noi, solitamente, abituati a beneficiare di quanta acqua vogliamo, specie in estate, non limitiamo il numero delle docce e sostituiamo gli indumenti usati con molta più frequenza che in inverno.
Ovviamente, il gentile invito a non svuotare le cisterne in 48 ore non deve impedire a nessuno di fare una doccia dopo il mare o a circolare con abiti che trasudano umori e improbabili olezzi.
É soltanto chiedere una certa accortezza e una cura che normalmente non abbiamo rispetto all’utilizzo dell’acqua.
Che, se poi acquisita come abitudine, vi farà rendere conto di quanto a volte siamo trascuranti nel nostro lasciare aperti i rubinetti senza un reale motivo.
Se all’inizio sembrerà una privazione, anche solo rinunciare alla doccia mattutina, poi si scoprirà la bellezza di quella fatta al calar del sole: magari chiudendo il rubinetto mentre ci si insapona in tutta fretta perché fa anche freschetto, per poi far scivolare addosso l’ultimo breve getto di acqua calda.
Si narra che i più ARDITI, tornati dal mare, pratichino la doccia con indumenti addosso: si fa il bucato e ci si lava.
Pensate siano fanatici?
Io li trovo furbi, a meno che non indossino ancora le scarpe da tennis.
Foto di Giovanni Matta

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