I piccoli tuffatori di Scauri

Generalmente vado ad occupare il mio posto sullo scoglio verso le due del pomeriggio.
Sono una temeraria vista la calura, ma a quell’ora so che potrò godermi due ore di solitudine e poi, finalmente arriveranno loro.
I miei funamboli bambini.
Sotto il faro del vecchio porto di Scauri c’è un tratto di mare che sembra il paradiso.
Uno dei tanti a Pantelleria, ma uno dei pochi facilmente raggiungibile dai piccoli ragazzi del paese che mischiati ad avventurosi giovani turisti fanno di quel posto, ad una certa ora del pomeriggio, un luogo di meraviglia e stupore allo stesso tempo.
Talvolta arrivano tutti insieme e saranno una decina, oppure si avvicendano a piccoli gruppi.
Tutti magri e minuti. Avranno un’età che varia dai dieci ai quattordici anni.
Arrivano con improbabili ciabatte da mare con le quali scendono la ripida strada degli scogli come se fosse una scala a pioli disegnata apposta per loro e, in men che non si dica, si sono sbarazzati di quel poco che li veste e cominciano la più straordinaria gara di tuffi cui io abbia mai assistito.
C’è un arco naturale che è l’ampia bocca di una grotta, lo puoi raggiungere arrampicandoti sugli scogli da una strada che fa un giro più largo ma è di asperità inferiore e c’è una via, un’arrampicata a metà tra mare e scogli, che fa sì che i ragazzi raggiungano il punto più alto da cui tuffarsi in un tempo più breve.
Le scarpe ai piedi non le tengono mai e si inerpicano nelle rocce con una naturalezza che fa di loro dei piccoli artisti dell’arrampicata in libera.
A meta’ tra agili stambecchi e le libellule.
Raggiunto il punto più alto si tuffano, da un’altezza che a me sembra degna del coraggio di un pirata di altri tempi.
i più grandi sono fonte di ispirazione dei piccoli, e li spronano continuamente alla sfida.
Abbrustoliti da un sole che li sfiora senza mai scottarli, dalla rupe più alta saranno carpiati, tuffi a testa e a bomba, in coppia, risate, commenti e una stanchezza che sembra proprio non appartenergli.
Mentre li guardo mi stanco.
Mentre li guardo li ammiro.
Mentre li guardo temo e tifo per ciascuno di questi piccoli scalatori volanti.

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