Indice scomposto dei miei preziosi silenzi a Pantelleria

Il rumore sordo delle bracciate mentre nuoto.
Svegliarsi che fuori è ancora buio.
Il solo fruscio delle foglie.
Dire grazie, levando una mano, a chi ti ha dato la precedenza su una strada stretta.
Il rettilineo della Serraglia col solo rombo del motore.
Il gatto che insegue la lucertola.
Il mare impetuoso, visto da lontano, di cui immagino il fragore.
Il sentiero che non ho mai battuto.
Il rumore dei passi calibrati mentre scendo dentro la valle di Monastero.
Tutti i “ti aspetto” che non ho detto.
Gli abbracci, che ho dovuto riempire di parole, perché stringersi non è più possibile, lì dove un silenzio avrebbe colmato qualsiasi promessa o addio.
Le nuvole che corrono veloci.
Riuscire a sentire la sola goccia che cade.
Non avere nessuna parola per dire grazie a quest’isola.
Il Dammuso Meridiana, ritratto dall’alto, da un nostro ospite.

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