La Grotta di Benikulà

La “sauna naturale” di Pantelleria si chiama Grotta del Bagno Asciutto (o Grotta di Benikulà) e l’ossimoro contiene la bellezza e la poesia di questo luogo che nel suo “contraddirsi” coniuga l’autenticità e l’ingenuità di un sito che mozza il fiato.
Utilizzato fin dai tempi più remoti, la Grotta non è altro che una sauna naturale: ha il suo “frigidarium” esterno, fresco e coperto dal selvaggio verde dell’isola di Pantelleria, con degli incredibili sedili scolpiti nella pietra lavica, il cui sguardo volge sulla conca naturale della Valle di Monastero (tra filari di capperi e vigneti), voltate le spalle alla valle si apre una un ampio spiraglio che conduce all’interno della grotta, suddivisa in due stanze naturali, dalle cui fessure esce, ad intermittenza, un vapore acqueo misto a gas vulcanici che raggiunge la temperatura di 40 gradi centigradi e che cura dolori articolari e mialgie.
Per raggiungere questa meraviglia si può imboccare la strada che da Scauri porta a Sibà e abbandonata l’auto nel parcheggio si percorre un breve e semplice sentiero che pian piano e senza faticare, camminando in una macchia mediterranea che a tratti vi stupirà per strane contaminazioni boschive, vi introdurrà alla meraviglia di questo luogo che se non è incantato di per sé, certamente incanta.
Ai visitatori è consigliato di indossare abiti per camminare ma non dimenticate di portare con voi un costume da bagno e un telo.
L’esperienza è strabiliante di giorno, diventa stupefacente nelle notti di luna piena.
Di una grotta si tratta, non fosse che ci racconta, a suo modo, una storia molto molto antica.
Entrati nell’antro, anche noi avremo partecipato alla Storia.
Foto di Claudia Picciotto

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