L’addetto al BBQ

Limes (non è vero niente) nel numero di questo mese pone un quesito antropologicamente interessante.
Stiamo parlando di “Addetto al barbecue domenicale”, quale figura espressamente riconosciuta sia dal punto di vista sociologico che da quello della psicologia in tutte le sue branche ( o branchie se sulla graticola c’è del pesce).
L’addetto al BBQ senza per questo volerne fare una questione politica, di costume di genere, di spinta all’etero patriarcale, di motivazione alla lotta al femminismo, possiamo affermare senza ombra di dubbio che nel 98% dei casi è un maschio.
Indossa, nella maggior parte dei casi una t-shirt bianca(Ma poi perché bianca e non nera? Forse perché la bianca è lavabile con candeggina?) e “veicola” bermuda corti e scarpe aperte, anche se le temperature sono glaciali.
Ma come al solito divago, poiché la vera domanda, il mistero che la società (intesa come gruppo umano ad ogni latitudine) non è mai riuscita a risolvere è solo uno:
ma l’addetto al barbecue, tra tutti coloro che partecipano al convivio, è quello che mangia di più o quello che mangia di meno?
Mi perdo nei meandri di questo annoso quesito e lascio a voi una risposta che possa determinare un pensiero unico, al di là di bipolarismi e multipolarismi e con l’espressa volontà di non voler mettere altra “carne sul fuoco”.
Ma per risolvere un dilemma che, da millenni, assilla gli animi dei maggiori studiosi di antropologia.
Ad maiora!
Foto di Valeria Fanciullo

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