LE DATE INDIMENTICABILI

foto del blog di pantelleria
Oggi 23 marzo è la GIORNATA MONDIALE DELLA METEOROLOGIA. Per noi a Pantelleria la meteorologia e le APP ad essa collegate sono, senza esagerare pane quotidiane, perché determinano la logistica della giornate e il corso degli eventi, ma da qui ad intitolarle una GIORNATA MONDIALE mi arrischio a dire che forse è tanto se non troppo.
Colgo nei vostri visi un misto di sorpresa e sgomento, vi starete chiedendo perché’ io ne stia parlando. Immagino la vostra espressione incerta e credo che attenga al fatto che in primo luogo la notizia, con buone probabilità, era a voi ignota pertanto quasi certamente vi starete domandando per quale oscura ragione esista una “giornata mondiale della meteorologia” ed inoltre vi piacerebbe chiedere a me la ragione per cui io abbia tenuto tanto a rendervi edotti su questa strabiliante ricorrenza.
Allora, anche io ho appreso di recente che esiste questo fondamentale appuntamento annuale e mi chiedo, a dire il vero sempre più spesso, perché ogni giorno dell’anno è la “giornata mondiale delle ringhiere in ferro battuto”, a seguire poi c’è quella “delle canzoni stonate” oppure “la giornata mondiale delle mucche al pascolo”, che tra tutte, almeno questa avrebbe un senso.
In questo “horror vacui” di appuntamenti fondamentali che si susseguono io di certo però non voglio arrivare impreparata e so già cosa aspettarmi dal mio 23 marzo e DALLA GIORNATA MONDIALE DELLA METEOROLOGIA pertanto vi elenco le mie aspettative:
– che nessuno scriva o dica mai più METEROLOGIA perché è METEOROLOGIA, c’è una “O” che i più ignorano;
– che tutte le APP sul clima del mondo si mettano d’accordo, una volta e per sempre, e diano informazioni univoche e congrue;
– che mai più il mio cellulare osi mostrare l’icona del sole mentre fuori piovono cani e gatti;
– che tutti i meteorologi si scambino un segno di pace ed, in ultimo, vi dirò che mi sta anche bene che gli addetti ai lavori talvolta sbaglino le previsioni del tempo, ma che quando ciò accade, quantomeno, imparino a chiedere scusa.
Foto di Giovanni Matta

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