LE MIE GROSSE GRASSE FORMICHE PANTESCHE (trattato di entomologia da due soldi)

Ho scoperto che le formiche non dormono.
O meglio, in una intera giornata, fanno tanti micro pisoloni, tra una faticaccia e l’altra, riuscendo così ad accumulare circa quattro ore di sonno.
Tutte tranne la Regina che se ne sta bella chiusa nel formicaio ad impartire ordini, ma le sue belle nove ore di sonno, più o meno continuato, non gliele leva nessuno.
Ora voi mi domanderete perché io mi sia imbattuta in ricerche entomologiche sulle formiche e la risposta arriva subito ed è anche “piccata”.
A Pantelleria vivo in un Dammuso antico che ha le zanzariere, ma proprio perché è antico il telaio delle suddette non riesce ad essere esattamente a filo con la pietra per cui, qui e lì, vi sono buchetti e fessure dalle quali le mie amiche formiche penetrano con disinvoltura.
Gli studi sul sonno delle mie coinquiline brunite è nato da un loro curioso comportamento.
Durante il giorno non vi è alcuna traccia della loro presenza.
In casa si aggira qualche esemplare di quelle minuscole, ma in misura limitata e benché qualcuna abbia cercato di infilarsi nella tastiera del mio pc, facendomi temere il peggio per il funzionamento dello stesso, in realtà entrate dalla E le ho viste sempre uscire dalla U e quelle anglofone, talvolta, anche dalla E (EXIT).
La scoperta insolita l’ho fatta in notturna, recandomi in cucina (nelle ore più profonde della notte) e incontrando sui miei passi, o per meglio dire sotto i miei passi, una quantità importante di questi operosi ospiti di grossa taglia.
La prima domanda a cui dovevo rispondere era come mai costoro, in piena notte, non se ne stessero belle e quiete a dormire.
E ho scoperto che loro, mentre lavorano, si assopiscono per un paio di minuti e se anche durante il loro breve sonno vengono maldestramente spostate o urtate dalle compagne più solerti, non si risvegliano ma continuano pacificamente a farsi il loro sano micro pisolino.
Possiamo pure dire che fruiscono di una ricarica rapidissima.
Inoltre, vivendo sottoterra, non godono di una buona vista e, pertanto, giorno o notte non sono per loro distinguibili.
Parlando con un amico entomologo mi ha anche detto che, probabilmente, vista la temperatura diurna della pietra vulcanica di Pantelleria, LOR SIGNORE preferiscono andare alla ricerca di cibo quando le temperature si abbassano, per non rischiare di rimanere fritte sul suolo lavico.
Ed ecco spiegato il fenomeno dei banchetti notturni nella mia cucina.
Voi non ci crederete, ma una sera avevo fritto con due tipi diversi di farine e molliche
Olio e ingredienti erano schizzati un po’ dappertutto, ma avendo avuto ospiti a cena mi son guardata bene dal pulire il pavimento a tarda notte.
Bene, l’indomani mattina mi sono svegliata e ne ho trovato un tappeto sul pavimento.
Stravolte, ubriache e moribonde di cibo (di cui avevano fatto senz’altro scorpacciata notturna) si aggiravano ancora barcollanti, altre erano addirittura a pancia all’aria beate e sazie, solo qualcuna, solertissima, si dava ancora da fare per trasportare pezzi grossi di molliche chissà dove.
Non vi nascondo che in altri tempi avrei chiamato i NAS, ma oggi sono una donna matura e più volte ho cercato di intavolare con loro una discussione pacifica cercando di fargli capire che l’esproprio notturno della mia cucina non era affatto gradevole.
Mi sono anche svegliata in piena notte per dare loro qualche ragionevole consiglio e far capire loro che, per quanto piccole ed innocue, avrei preferito non averle come ospiti assidue.
Ma, vista la perseveranza, ho pensato di studiarne le abitudini per trovare un modo per aggirare il problema.
NIENTE.
Non avendo particolare voglia di commettere crimini di massa, che mi resta da fare?
In primis farò in modo di non disturbarle durante le loro incursioni notturne nella MIA cucina, si dice “occhio che non vede, cuore che non duole”.
In ultimo non mi resta che sperare in un cospicuo assegno, a fine mese, per il vitto e l’alloggio notturno.
La foto e’ di Roberta Matta

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