Meduse come coriandoli

La scorsa settimana, in una domenica di metà maggio, sono andata a fare il mio primo bagno a mare a Cala Tramontana.
Pochissima gente, un venticello leggero che non ti faceva avvertire la “fatica” del sole.
Ed un mare azzurro verde che avrei volentieri preso la rincorsa e con forte accelerazione mi sarei tuffata interamente vestita.
Per fortuna non ho corso lungo la discesa (evitando così eventuali scivoloni) e, placata la mia brama, ho steso il telo, mi sono spogliata con calma e seduta sulla piattaforma ho guardato lo specchio ondeggiante ai miei piedi.
È stato quello l’attimo in cui ho scorto centinaia di microscopiche meduse grandi come lenticchie e con un solo peduncolo sotto l’ombrello.
Ho immediatamente ritirato sui piedi, quando il mio vicino di telo mi ha immediatamente rasserenata dicendomi che erano assolutamente innocue.
Di fatto ne avevo già avuto contezza quando avevo immerso i piedi, ma dal momento che mi erano apparse alla vista ho temuto violacee striature su piedi e caviglie.
Qualcuno era in acqua, benché fosse ancora freddina e non mi sembrava vivesse con disagio la compagnia marina di quelle minuscole e straordinarie meduse.
Pertanto mi sono immersa anche io con la mia maschera, temendo di scovare dietro questi incantevoli esserini, una mamma gigante pronta a ferirmi con i suoi lunghi tentacoli.
E invece sono soltanto stata colta da stupore e meraviglia.
Il mare era invaso da queste piccolissime e innocue creature, i raggi del sole che filtravano nell’acqua e attraversavano questi corpi gelatinosi donavano all’attorno inaspettati bagliori.
Ad un tratto mi sono ritrovata immobile, ostacolata dal pensiero che ad ogni mia bracciata probabilmente ne avrei fatte fuori una manciata.
Così sono tornata a riva muovendomi come un bradipo, nel tentativo vano, di evitarne quanto più fosse possibile.
Mai mi ero ritrovata davanti ad uno spettacolo simile.
Mi ha incantata e incuriosita.
Ho cercato sul web che tipo di meduse potessero essere e nessuna immagine corrispondeva a ciò che avevo visto.
Ho chiesto anche ad alcuni esperti, di scienza o di vita del mare, ma anche loro si sono trovati sprovvisti di adeguate risposte.
E allora confido in voi lettori.
Chissà che qualcuno di voi non sappia darmi la risposta che da una settimana cerco e attendo.
Mi fareste felice.
Foto di Giovanni Matta

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