“Migrano, gli uccelli migrano”. (F. Battiato)

Colonia di Aironi.
“Ragazzi, domani questa nebbia padana dovrebbe diradarsi, tutti a letto presto, che all’alba si parte”
E’ il capo che parla, Cinerio detto Il Vecchio.
I giovani fra loro borbottano, alcuni sono ancora a fare “la posta” alle rane in riva allo stagno e di andare a dormire presto non gli passa nemmeno per la testa.
Intervento delle madri: “Se non andate e dormire, vi spengo le lucciole”.
Rassegnati e borbottanti, a quel punto, si appisolano.
Ore cinque del mattino, l’aria è tersa e al risveglio la sorpresa è davanti ai loro occhi.
Cinerio, con movimento di becco indica alla colonia, un gruppo di fenicotteri accampati alla loro destra. Senza troppo pensarci manda Robinson, detto Il Messaggero, a dialogare con loro:
“Compagni e fratelli! ”, esordisce il giovane airone.
I fenicotteri assolutamente distratti, perché intenti a rifocillarsi prima del viaggio, si girano tutti in contemporanea e lo guardano con stupore.
La nebbia aveva tenuto nascosti gli uni agli altri.
Il più focoso, Cotterus, famoso per le risse a bordo stagno, non si lascia blandire e risponde: “Fratello a chi? Siamo stati nell’aviazione insieme?”.
Coro di risate della colonia di Fenicotteri.
Robinson, che essendo messaggero è di facile volata, sta per avventarsi su Cotterus quando la colonia lo ferma nel tentativo di evitare l’immediata rissa.
Dai due gruppi escono, rispettivamente, Cinerio e Finio i capi indiscussi delle due colonie.
Si vengono incontro a metà strada e datosi il becco, a destra e a sinistra in segno di rispetto, cominciano a dialogare.
Inizia Cinerio, che è il più anziano: “ COMPA’, dove siete diretti?”
Finio:” Non fare lo gnorri, lo sai che viaggeremo verso la Tunisia come voi”.
“Si, compa’ ma che intenzioni avete?”, aggiunge Cinerio.
“Compa’, ma siamo A RISCHIATUTTO?”, sbotta Finio.
“No, compa’- spiega pacato Cinerio- è che per me possiamo pure fare due formazioni parallele, purché i ragazzi non comincino a fare zig zag o impennate, che poi si sa che finisce in baruffa”.
“Se smetti di chiamarmi COMPA’ possiamo fare tutto quello che vogliamo insieme. Tu stai attento ai tuoi che ai miei ci penso io”, risponde Finio.
“Ok comp, ops scusa, ti chiami Finio, giusto?”
Cenno della testa e mezza parola.
“Allora Finio il nostro primo stop è previsto a Pantelleria al Lago di Venere. Voi trovatevi un’altra area che se siamo tutti lì finisce a sciarra tra i ragazzi”, dice Cinerio perentorio.
“COMPA’, hai sbattuto la testa?- irrompe Finio- Pure noi siamo diretti a Pantelleria e lì non c’e’ neanche una piana marittima. Che ne dici se i miei li faccio atterrare al porto di Scauri?”, esordisce beffardo.
Cinerio: “Se smetti di chiamarmi compa’ TU, questa volta, potrete pure atterrare al Lago di Venere.
Ma a patto che vi mettete dal lato opposto al nostro che non voglio rogne”.
Finio:” Uno a uno e palla al centro. Ci sto.
Non solo ci mettiamo al lato opposto, ma se volete vi diamo pure le spalle.
Adesso, però, mettiamoci in formazione che tra 7 minuti si parte, COMPA’ ”.
Sguardo di sbieco e i due sbottano in una risata.
È con la coda dell’occhio che, d’improvviso, entrambi intravedono qualcosa in volo a planare proprio accanto a loro.
Sbotta Finio ad alta voce, prima che l’uccello atterri:
“Minchia, una cicogna!”.
Appena atterrata lei li guarda e, con un fare tra l’ammiccante e il pietoso, col fiato corto domanda:
“Ragazzi, mi sono persa la mia colonia, sarei diretta in Tunisia via Pantelleria.
Che mi posso accodare?”
I due si guardano sornioni e Cinerio, in veste di Capo anziano, risponde per entrambi:
“Per noi va bene. Basta che non trasporti bambini”.
La cicogna: ” No no, tranquilli, mi sono persa perché ne ho appena consegnato uno, il prossimo ce l’ho a giugno perché in inverno viaggiano con Amazon.
Allora che dite, posso unirmi?”.
Finio:”Io dico che tra sette minuti si parte e il primo che avvista Pantelleria vince la riva migliore.”
Foto di Vincent Van Zalin

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