Ogni riccio un capriccio

Ma quanto sono buoni i ricci di mare!?
E quanto è buona la pasta coi ricci!
Ma sappiate che per legge, dal primo di maggio al 30 giugno non sarà possibile pescarne.
E, anche quando il fermo biologico sarà terminato c’è un limite al consumo di queste deliziose uova il cui colore varia dall’arancio al rosso vivo.
Pertanto il pescatore non professionista ne potrà pescare un massimo di cinquanta al giorno e, esclusivamente, per uso personale.
Il che non significa che dovrà mangiarli tutti lui, s’intende, potrà dividerli con i commensali.
Ma di certo non gli sarà consentito venderli.
I ricci, come tutti gli abitanti del mare, sono esseri meravigliosi.
(Un po’ meno quando le loro spine ti si infilzano nelle dita dei piedi).
Sono soliti prediligere ambienti protetti da scogli, conchiglie e posidonia.
Il mare di Pantelleria negli anni si è mano a mano impoverito di questa specie, a causa di una certa pesca selvaggia e poco rispettosa.
Nonostante questo è facile ammirarli anche in acque poco profonde.
A Pantelleria hai la possibilità, specie se ti allontani dalla costa più frequentata, di nuotare dentro piccole grotte marine, al cui interno appena sotto i tuoi piedi potrai ammirare ricci neri, viola o arancio.
È bellissimo sfiorarli passandovi una mano di sopra, ma senza troppo indugiare.
Trovo ancora più bello osservarli, mentre accanto riposa in pace una murena, e decidere di non raccoglierne neanche uno.
So di non fare la differenza, ma preferisco rinunciare a quel gusto delizioso anche questa stagione, piuttosto che pensare alla sola possibilità di non doverne mangiare più nella mia vita.
Sarà anche un pensiero ingenuo, ma talvolta credo che l’essere naive possa essere la chiave giusta per un mondo ed una identità migliore.
Slogan idiota ma perfetto: rinuncio al RICCIO, rinuncio a un CAPRICCIO.
(Da RAC CAPRICCIO).
Foto di Valeria Fanciullo

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