Orizzonte pantesco

Sopra le righe scrivo perché tanto word non ne ha.
Sopra le righe scrivo perché neanche Pantelleria nella sua straordinaria entropia ha righe, caso mai filari o linee dell’orizzonte.
Sopra le righe scrivo perché qualsiasi linea, anche quelle aeree, a Pantelleria talvolta sono un’opinione.
Sopra le righe scrivo perché anche le linee telefoniche su questa isola fanno a modo loro e la linea differisce dalla riga perché non ha fine e se esiste un posto dove l’infinito “prende sempre” quel posto è Pantelleria.
Sopra le righe scrivo, in una serata, che sembra normale ma che invece è una sinusoide e le righe difettano e tutto somiglia molto di più ad un elettrocardiogramma che, per fortuna, dice che il mio cuore è sano ed impegnato in amori che sanno di terra e di baci.
Sopra le righe scrivo, perché sotto è esattamente come scrivere sopra e nulla cambia, in questa strana simmetria a cui sembra aspirerebbe l’universo.
Ma la simmetria esiste solo fino a che qualcuno non sposta un oggetto e lo mette in uno spazio diverso e esiste una sola ragione per cui io, al contrario, amo la simmetria: perché per quanto la natura ne sia piena, come la matematica e certa fisica, così come il cuore disegnato dai bambini, l’asimmetria ci governa nel microcosmo e nello spazio infinito.
Sopra le righe sto scrivendo, ma dentro uno spazio che assomiglia molto al mio sentimento.
E se proprio devo stare dentro qualcosa che sia sopra la riga di un orizzonte PANTESCO .
Foto di Giovanni Matta

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