Pantelleria, un giardino a cielo aperto

Innanzi tutto dovete fare lo sforzo di immaginare un luogo abitato della terra nel quale, però, non esistono recinti.
Ottantatre chilometri quadrati di superficie, escluso il paese di Pantelleria ed altri piccoli centri “urbani”, sui quali la natura la fa da padrone e le abitazioni, siano esse dammusi o case tradizionali, sono delimitate al massimo dai bassi muretti a secco.
Né una ringhiera, né un cancello.
Orti, vigneti, cappereti e verde selvaggio, senza un perimetro che delimiti marcatamente la proprietà.
Attorno ai dammusi cresce il verde, addomesticato e non.
Ora fate uno sforzo ulteriore ed immaginate di volere raggiungere una delle tante baie che questa isola vi offre, vi ritroverete a camminare su terreni più o meno accidentati, pertanto sarete costretti, di tanto in tanto, ad un riposo forzato che vi “costringerà” a guardarvi attorno.
Sarà quello il momento della sorpresa.
Sarà un odore, la vista di un ramo a voi noto, l’avere distrattamente accarezzato una pianta a voi vicina che aprirà la vostra vista su un giardino spontaneo fatto di piante che, da sole, arricchirebbero il “piatto di un re”.
Origano, salvia, alloro, mentuccia, finocchietto selvatico, tarassaco, timo, borragine, ortica sono alcune delle specie spontanee che potreste incontrare durante il vostro cammino.
E non serve avere una preparazione da botanici rifiniti o una competenza da chef stellati per riconoscerle.
Si tratta di erbe a tutti abbastanza note, la sorpresa risiede nel trovarle dentro un giardino a cielo aperto.
Non costrette a crescere in uno spazio scelto, circoscritto e disegnato dalla mano dell’uomo.
Foto di Giovanni Matta

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