PANTELLERITE

Pantelleria è un VULCANO.
(Uhhhhhhhhhhhhhh, è il suono che si leva dal fondo della platea).
Circa duemila metri di materiale lavico che si erge, dal fondo del mare, fino alla punta più alta di Montagna Grande,
Questa materia si chiama proprio PANTELLERITE (altro attimo di stupore e sgomento tra gli astanti).
Un nome che confonde le idee (a metà tra il gioco di parole e l’influenza virale) in realtà la PANTELLERITE è prevalentemente un misto di minerali di natura lavica con un’alta percentuale di vetro.
E’ un tipo di ossidiana caratteristica di questa isola dalle venature verde bottiglia, e pertanto ribattezzata dagli esperti “filo d’erba”.
Ma non tutti sanno che Pantelleria nasconde, sparpaglia o fa bella mostra di quaranta centri eruttivi.
Di fatto non si tratta di un unico vulcano, ma di un complesso vulcanico.
A raccontarlo con poesia, questo cono che spunta dal Mar Mediterraneo, è il risultato di un approssimarsi lento fino ad un abbraccio finale tra due placche, quella eurasiatica e quella africana.
L’idea che continenti, tra lori così distanti, si ricongiungano sotto il nostro mare mi induce a pensare ad una continuità che il nostro occhio non percepisce, ma che fa di questo globo un unico continente.
L’ultimo evento eruttivo di Pantelleria risale al 1891, a nord ovest dell’isola, una piccola eruzione sottomarina.
Questo per tranquillizzare tutti e dirvi (con ampi margini di certezza) da sismologa quale NON sono che la nostra isola vulcanica è in quiescenza.
Dorme profondamente e non ha alcuna intenzione di svegliarsi
Non la ridestano neanche le urla di gioia dei bambini che giocano tuffandosi dagli scogli.
Foto di Giovanni Matta

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