Quando un’attesa diventa un’opportunità

Arrivi e partenze, nel nostro lavoro, sono ben schedulati.
È una necessità e un piacere incontrare i nostri ospiti in arrivo a Pantelleria e salutare quelli in partenza da Pantelleria.
Purtroppo per quanto noi si provi a fare dei “timing” precisi i voli, le navi o gli aliscafi non assecondano sempre la nostra volontà.
Siamo soliti concordare coi clienti un punto di incontro per poi condurli al loro dammuso.
Sono diverse le “piazzuole di sosta” da noi scelte sull’isola.
Vi trascorriamo un tempo variabile per l’appunto.
Suscettibile a tutti gli imprevisti del caso.
Pertanto, a volte si tratta di brevi attese.
Talvolta, purtroppo, si allungano in maniera imprevista.
E ciò che apparentemente a qualcuno può sembrare noioso per me diventa un bel momento per guardarmi attorno, pensare, raccontarmi storie e dialogare con me stessa.
Non lo trovo affatto un tempo sprecato (a meno che non mi si sovrappongano a valanga altri ingressi e saluti, ché a quel punto mi sale una specie di ansia paralizzante), piuttosto queste attese sono dei momenti imprevisti per “pretestuosi” incontri tra me e Pantelleria.
Ed è a questo punto che il dialogo tra LEI e me si fa davvero fitto.
Tra foto, contorni, dintorni, paesaggi e inquietanti rivelazioni.
Foto di Claudia Picciotto

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