UNO DUE TRE STELLA

Uno due tre stella.
E tu sei apparentemente fermo, ad una distanza che sembra certa, ai confini con l’orizzonte.
Tra una striscia arancio e una segnata da una sottile striscia grigia.
A pochi centimetri dalla lastra del mare.
Uno due tre stella.
Ti rigiri e la striscia grigia taglia la palla rosso arancio, a metà, di netto.
È una cesura poetica.
Do la schiena per la terza ed ultima volta.
UNO DUE TRE STELLA.
Adesso galleggi, meta emersa e l’altra in un chissà dove che impegna troppo la mia fantasia.
Uno due tre stella.
Ti ho fregato, ti ho scorto mentre ti nascondevi dietro una foschia porpora.
Non ti do piu la schiena che fa male non vederti mentre, lontano, ti nascondi.
Foto di Giovanni Matta

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