Uno scherzo al Tramonto

Gli ho detto che il nostro Dammuso non sarebbe stato disponibile per le date a noi comode e mi ha guardato come un bambino a cui è stato sottratto il giocattolo preferito.
Mi ha chiesto, con un filo di voce: “ Ma neanche spostando di uno o due giorni l’arrivo e la partenza?”.
Gli ho spiegato che il Dammuso era andato in affitto per tutto il mese di luglio e che magari avremmo dovuto pensarci un poco prima.
Si è zittito.
Allora ho preso il nostro set di guide acquistate negli anni, alla ricerca di allettanti alternative.
“Praga è bellissima, e a luglio non fa caldo, potremmo cambiare meta di viaggio e orientarci verso una città d’arte”, concludo
Sta lì, girato dall’altra parte e non mi risponde.
“Vogliamo scegliere un’altra isola? Lo so che non tutte hanno l’opzione della montagna e della campagna, ma possiamo ugualmente dedicarci ad una settimana di bel mare, che ne dici?”.
Tiene il broncio come se gli avessi fatto il più crudele dei torti.
Ma non è arrabbiato è soltanto molto triste.
Solo adesso capisco che ci sono scherzi che non si possono fare.
Ed io che avevo previsto di fargli arrivare la nostra prenotazione, per il Dammuso Tramonto, su un aereo di “linea” fatto di carta.
Solo adesso capisco che se gli lancio il velivolo cartaceo probabilmente seguirà una sfuriata per procurato allarme.
La sua reazione al mio stupido scherzo è triste e senza un lamento.
Per cui mogia vado in cucina e prendo il piccolo aereo che lancio e che, miracolosamente, plana ai suoi piedi.
Lo guarda come se si trattasse di un fastidioso insetto, senza nessuna sorpresa e con un poco di disagio.
ma si abbassa lo prende e lo osserva, prima da lontano e poi da vicino.
Ad un tratto sgrana gli occhi e si gira verso di me che sono con la testolina appena fuori dalla porta in osservazione della sua reazione e pronta ad una scomposta difesa.
Quando invece mi viene incontro, mi prende il viso con entrambe le mani e mi da il bacio sulle labbra più dolce e più caldo che abbia mai ricevuto.
Foto di Giovanni Matta

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